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mercoledì 19 settembre 2018

Timballo di inizio autunno

Namaste :-)

...e si riparte da qui, da questo mio posticino virtuale che in passato ha significato tanto per me e che avevo messo un po' in un angolino da tanto, forse troppo tempo. Ma sapevo che era lì ad aspettarmi e che sarebbe stato pronto a riaccogliermi quando sarebbe stato il momento. E adesso il momento è arrivato. Quindi togliamo un po' di polvere, apriamo le tende e le finestre, facciamo entrare un po' di luce e di aria fresca, e rimettiamoci a dare vita al mio posticino virtuale che per tanto tempo ha raccolto i miei pensieri e le mie ricette e che mi ha dato modo di farmi conoscere e di conoscere tante persone speciali.

Sono sinceramente felice di essere di nuovo qui a condividere con voi la mia cucina fatta di prove, esperimenti, colori, profumi, sensazioni e consapevolezza. Consapevolezza. Parola chiave che, come sapete, fa da filo conduttore a tutte le ricette che invento e che poi condivido con voi. Consapevolezza di quello che mettiamo nel piatto, di come lo cuciniamo, di quali ingredienti scegliamo e soprattutto consapevolezza di come ciò che mangiamo è strettamente connesso con la nostra salute. Consapevolezza nello scegliere ingredienti che non abbiano causato sofferenza ad altri esseri senzienti. Perché la vostra tavola possa sempre offrire piatti buoni, belli e non violenti.

Quindi, se avete voglia, ripartiamo da qui, con ricette semplici, veloci e alla portata di tutti perché nessuno possa pensare che per mangiare in modo sano e cruelty free si debba per forza passare 24 ore su 24 ai fornelli!

La ricetta che vi do arriva direttamente dal nostro pranzo di oggi: un piatto unico dove troverete cereali (orzo), verdure (carote e funghi), legumi (farina di ceci), semi (semi di sesamo) e erbe aromatiche (rosmarino e timo). A livello nutrizionale non manca niente! Basta farlo precedere da un'insalata o da un pinzimonio di verdure crude e siete a posto! E potete usare questa ricetta come jolly: potete adattarla a infinite variazioni, semplicemente cambiando cereale (potete usare farro, avena, segale o, in versione gluten free, riso o miglio), verdura, erbe aromatiche e semi... insomma, vi potete sbizzarrire con la fantasia!

Quindi è arrivato il momento: mettiamoci ai fornelli! Fatemi sapere poi nei commenti se avete provato la ricetta e se vi è piaciuta.

Ingredienti:
(dose per 4/5 persone) 400 gr di orzo perlato, 1 litro di acqua, 3 carote, 1 tazza di funghi, 100 gr di farina di ceci, rosmarino, timo, semi di sesamo, olio extravergine di oliva, sale marino integrale, pangrattato integrale.

Preparazione:
In una pentola mettete l'orzo con il doppio del suo peso di acqua, quindi in questo caso 400 gr di orzo con 800 gr di acqua; salate, tappate e cuocete a fiamma vivace fino a che inizia a bollire. A questo punto abbassate la fiamma al minimo e proseguite la cottura, senza mescolare, fino a totale assorbimento dell'acqua; spengete la fiamma e lasciate riposare coperto ancora per qualche minuto, in modo che il vapore finisca di ammorbidire l'orzo.
Mentre l'orzo cuoce, occupiamoci delle verdure. Pelate le carote e tagliatele a cubettini; affettate i funghi e tritateli grossolanamente. In una padella antiaderente fate scaldare un filo d'olio con il timo e il rosmarino tritati; saltate a fiamma vivace le carote con un pizzico di sale e dopo un paio di minuti aggiungete i funghi e portate a cottura.
In una terrina stemperate la farina di ceci con 200 gr di acqua e un pizzico di sale in modo da ottenere una pastella fluida e senza grumi.
Versate la pastella sull'orzo e mescolate bene; aggiungete 2/3 delle verdure e versate il tutto in una pirofila unta e cosparsa di pangrattato, facendo attenzione a premere bene l'orzo con il dorso di un cucchiaio. Disponete sulla superficie le restanti verdure, cospargete con semi di sesamo e condite con un filo d'olio e una spolverata di pangrattato.
Cuocete in forno ventilato già caldo a 180° per 15 minuti. Pronto!
Buon Appetito :-)


giovedì 24 settembre 2015

Zuppa Lombarda

Namaste :-)
Non ci speravate più di ritrovarmi qui sul blog, vero?!? Che dire... mi siete mancati tanto!!! Ma, bando ai sentimentalismi, mettiamoci subito a lavoro, che la pausa estiva è stata lunga e qui c'è da mettersi in pari con le chiacchiere e le ricette!
Spero che abbiate passato una bella estate e che siate belli carichi per affrontare l'autunno, stagione piena di colori, profumi e atmosfere magiche ed evocative. La mia estate è stata molto faticosa, come tutti gli anni, ma anche piena di soddisfazioni, pensieri, conquiste e riflessioni... ma di questo vi parlerò con calma in un altro post! Per oggi concentriamoci sulla ricetta!
Ho pensato tanto a che ricetta scegliere da condividere con voi per la "riapertura" del blog e alla fine ho scelto quella che è la ricetta preferita dei miei bimbi... e non solo... infatti quando la faccio ne devo preparare sempre dosi da caserma, perchè oltre che per noi la devo mandare a nonni, sorelle, zie, ecc... ma non è questo il bello della cucina? Non è solo condividere del cibo, ma tutto quello che il cibo porta con sè: emozioni, sensazioni, ricordi, l'amore di chi l'ha preparato pensando a chi lo riceverà... insomma, è una cosa seria e per niente scontata! Questo in particolare è un piatto semplice, genuino, fatto di pochi ingredienti che, a maggior ragione, devono essere di ottima qualità. La scelta del pane per questa zuppa è fondamentale: ovviamente serveun ottimo pane integrale... di solito la preparo con il mio pane fatto con farine integrali e lievito madre... questa volta ho fatto un'eccezione: sono appena tornata dalla Germania (in un altro post vi parlerò anche di questo...!) e, uno dei souvenirs, è stato un meraviglioso pane tedesco integrale... non potevo resistere!
Ma ora parliamo un po' di questo piatto! Come vi dicevo, questa è una ricetta tradizionale della mia Toscana, a dispetto del nome! In Lombardia in effetti non sanno nemmeno cos'è questa ricetta... infatti in origine il nome era "Zuppa per i Lombardi". Ci sono due "scuole di pensiero" sull'origine di questo piatto: c'è chi lo fa risalire al 1700 nella zona della Maremma durante l'opera di bonifica delle zone paludose interne, opera per cui vennero impiegati soprattutto lavoratori provenienti dalla Lombardia. Altra origine vuole che sia stata inventata a fine Ottocento a Firenze durante i lavori di costruzione della Faentina, la linea ferroviara che collegava Firenze e Faenza, in Emilia Romagna, passando attraverso il Mugello; anche in questo caso furono all'opera soprattutto operai lombardi. In entrambi i casi, quando i lavoratori lombardi finivano il turno era di solito molto tardi e difficilmente potevano trovare ancora trattorie aperte; per questo dalla gente del paese fu ideata questa zuppa, che poteva essere fatta usando pochi ingredienti semplici, anche d'avanzo, e che potesse essere riscaldata in qualsiasi momento rimanendo comunque un piatto sempre buono, caldo e sostanzioso. In diverse zone della Toscana si fa utilizzando i fagioli cannellini, ma qui a Pisa l'ho sempre conosciuta con i fagioli con l'occhio ed è questa versione che vi propongo oggi!
Conoscete i fagioli con l'occhio, vero? Sono dei fagioli piccoli, bianchi, con una caratteristica macchiolina nera, l' "occhio" appunto. E' un fagiolo "storico", perchè è l'unica specie di fagiolo che ha origini mediterranee ed era utilizzato già dai Greci e dai Romani. Purtroppo con il tempo è praticamente scomparso ma per fortuna si trova ancora in alcune cucine regionali, come in Puglia, Veneto e Toscana. Per quanto riguarda le proprietà nutrizionali che vi devo dire? E' un legume! Quindi ormai lo sapete meglio di me che è un alimento preziosissimo e insostituibile per la nostra alimentazione: un vero e proprio concentrato di proteine, fibre, sali minerali e vitamine... cosa potete volere di più?!?
Via, abbiamo chiacchierato anche troppo... è l'ora di metterci a cucinare!

Ingredienti:
400 gr di fagioli con l'occhio secchi, 1 kg di pane integrale, 1 sedano, 1 carota, 1 cipolla bianca, 1 rametto di rosmarino, 1 rametto di salvia, 1 striscia di alga kombu, 1 cucchiaio di tamari, acqua, olio extravergine di oliva, sale marino integrale, pepe nero.

Preparazione:
Iniziamo con la preparazione dei fagioli. Metteteli in ammollo in abbondante acqua fredda per almeno 6 ore insieme all'alga kombu dopodichè scolateli (buttate via l'acqua dell'ammollo) e metteteli in pentola a pressione ricoperti con abbondante acqua fresca non salata; cuocete con fiamma alta, al fischio abbassate la fiamma al minimo e proseguite la cottura per altri 30 minuti. Se non utilizzate la pentola a pressione, il tempo complessivo di cottura dei fagioli è di un'ora.
Mentre i fagioli stanno cuocendo mettete in una pentola capiente 2 cucchiai di olio e.v.o. con il rosmarino e la salvia tritati, fate scaldare l'olio dopodichè aggiungete la cipolla, il sedano e la carota tritati finemente con un pizzico di sale. Fate saltare le verdure a fiamma vivace per qualche minuto, sfumate con la tamari, abbassate la fiamma e proseguite la cottura per altri 5 minuti.
Quando i fagioli saranno cotti scolateli (conservate l'acqua di cottura) e fateli insaporire per qualche minuto insieme alle verdure aggiungendo un pizzico di sale; coprite con l'acqua di cottura dei fagioli, regolate di sale e proseguite la cottura per altri 15 minuti.
Affettate il pane. In una capiente terrina fate uno strato di pane, conditelo con un filo d'olio e.v.o., un pizzico di sale e una macinata di pepe nero; continuate così facendo almeno tre strati di pane. Bagnate il pane con l'acqua di cottura dei fagioli e copritelo con i fagioli, fino a riempire la terrina. Condite la superficie della zuppa con un filo d'olio e.v.o., un pizzico di sale e una macinata di pepe nero e la vostra Zuppa Lombarda è pronta. 
Ovviamente, come tutte le zuppe, più riposa e più è buona, quindi vi conviene prepararla in anticipo e fare dosi abbondanti in modo da poterla gustare anche il giorno dopo!
Buon Appetito :-)


lunedì 20 aprile 2015

Tortino di riso e cicoria con datteri e aceto balsamico

Namaste :-)
Due post così ravvicinati?!? No, non sono impazzita... è che purtroppo mi sono fatta male ad una caviglia e per forza di cose sono bloccata a letto per qualche giorno... niente di grave, inizio già a stare meglio... però almeno ne approfitto per mettermi un po' in pari con le ricette!
Certo che il corpo ha dei metodi molto convincenti per farsi ascoltare. Proprio in questi giorni continuavo a ripetermi che avrei dovuto un po' rallentare i miei ritmi per non cadere in un esaurimento psico-fisico... sì, me lo dicevo a parole, ma in realtà stavo continuando ad aggiungere come al solito impegni su impegni, sottovalutando come al solito i miei limiti umani psico-fisici... et voilà: una bella storta alla caviglia così, volente o nolente, mi sono dovuta fermare del tutto... così imparo!!!
Oggi vi do una ricettina che ho inventato qualche tempo fa; a noi è piaciuta molto in quanto è un piatto completo (abbiamo cereale in chicco, proteine vegetali e verdure in un unico piatto) e ben bilanciato come sapori (l'amaro della cicoria sta bene con il dolce del dattero, il salato della shoyu e l'acido dell'aceto). In più è un buon modo per assumere la cicoria che molti non gradiscono proprio per il suo gusto amaro. La cicoria in realtà è un alimento fantastico: ricco di vitamine e sali minerali, stimola la digestione favorendo la produzione di succhi gastrici ed ha un'azione leggermente diuretica e lassativa. Inoltre aiuta a regolare i livelli di glucosio e colesterolo nel sangue e svolge un'azione disintossicante. Quindi da provare subito!
Mettiamoci ai fornelli :-)

Ingredienti:
400 gr di riso integrale, 250 gr di cicoria, 125 gr di tofu, 1 cucchiaio di shoyu, 1 cucchiaio di aceto balsamico, 3 datteri, 1 spicchio d'aglio, olio extravergine d'oliva, sale marino integrale, pangrattato integrale.

Preparazione:
Iniziamo con la cottura del riso. Mettete in una pentola il riso con il doppio del suo peso di acqua (quindi in questo caso 400 gr di riso e 800 gr di acqua), un pizzico di sale, tappate e cuocete a fiamma alta fino al raggiungimento del bollore; abbassate la fiamma al minimo e proseguite la cottura per circa venti minuti, fino a che tutta l'acqua sarà assorbita e il riso risulterà cotto. Spengete la fiamma e lasciate riposare coperto.
Sbollentate per pochi minuti la cicoria in acqua bollente leggermente salata, dopodichè scolatela e saltatela con un pizzico di sale in una padella dove avrete fatto scaldare un cucchiaio di olio extravergine di oliva con uno spicchio d'aglio sbucciato e schiacciato. Aggiungete il tofu tagliato a pezzettini, la shoyu, i datteri tritati e l'aceto balsamico e proseguite la cottura per almeno 5 minuti. Togliete lo spicchio d'aglio, frullate il tutto e usate la crema ottenuta per condire il riso. Mettete il riso in una teglia unta e cosparsa di pangrattato (oppure in stampini monodose) premendo e lisciando bene il riso con il dorso di un cucchiaio, spolverizzate la superficie con altro pangrattato e cuocete in forno già caldo a 200° per 15 minuti. Sformate e decorate a piacere con foglie di cicoria, datteri e gocce di aceto balsamico. Pronto!
Buon Appetito :-)