giovedì 19 novembre 2015

Crostata al cacao con crema alla vaniglia e lamponi

Namaste :-)

Sì, lo so, ormai rimanete sempre stupiti ogni volta che metto una nuova ricetta sul blog! Ma vi stupirò ancora di più! Infatti vi prometto che d'ora in avanti riuscirò a passare dal nostro "posticino di ritrovo virtuale" un po' più spesso! Non ci credete?!? Vi dico solo che, oltre a questa, ho già altre cinque ricette già pronte, scritte e fotografate che aspettano solo di essere pubblicate! ...ma ve le darò poche per volta: ormai non ci siete più abituati a leggermi così spesso e non vorrei che aveste degli scompensi...! :-D

Apparte gli scherzi, sono contenta di riuscire a portare avanti questa avventura del blog insieme a voi; purtroppo ormai lo sapete, tra i corsi di cucina, il lavoro, la famiglia, lo studio, ecc. il tempo è quello che è, ma sono bella carica e mi rende solo felice condividere con voi le ricette che mi invento ogni giorno. Quella che vi do oggi è speciale. Prima di tutto perchè è davvero golosa e, soprattutto quando si è stanchi e carichi di cose da fare, una bella fetta di torta è una coccola che ti rimette al mondo! Poi perchè l'ho fatta per festeggiare un mio piccolissimo traguardo raggiunto (finalmente ho dato un esame per il quale stavo studiando in modo molto intenso da settembre) e penso che sia importante festeggiarsi quando si raggiunge un traguardo. Non esistono traguardi grandi o piccoli... ogni traguardo è importante e dobbiamo essere orgogliosi di noi se riusciamo a raggiungerlo... e questo è importante soprattutto per chi, come me, non è mai soddisfatta perchè vive sempre nella sensazione di non fare mai abbastanza! E invece è importante focalizzarci sulle cose buone che facciamo, non per adagiarci sugli allori, ma per caricarci con la consapevolezza che siamo persone forti, capaci e positive, e da questa consapevolezza possiamo trarre la forza e la spinta che ci serve per andare incontro al prossimo obiettivo!

Da cosa ho preso spunto per questa torta in particolare? E' una storia un po' lunga... da un po' di tempo la mia città è tappezzata da manifesti che pubblicizzavano un evento dedicato alla pasticceria e su questi manifesti c'era una foto di una torta bellissima ma, ovviamente, non vegan. Potevo non provare a rifarla inventandomi una mia versione?!? Perchè, come dice mio marito, io non sono competitiva ma quando si tratta di cucina divento "garosa"! :-D Ed ecco quindi il risultato: una crostata con frolla al cacao amaro, ripiena di profumata crema alla vaniglia e decorata con lamponi freschi, 100% vegan e 100% buona! Spero vi piaccia! :-)

Ingredienti:
Per la frolla: 200 gr di farina di tipo "0", 100 gr di farina integrale, 30 gr di cacao amaro in polvere, 70 gr di zucchero integrale di canna, 30 gr di olio extravergine di oliva, 1 pizzico di sale marino integrale, 120 gr di latte di soia.
Per la crema: 40 gr di amido di mais, 20 gr di olio di semi, 50 gr di zucchero integrale di canna, 500 gr di latte di soia, 1 cucchiaino di vaniglia, 1 pizzico di sale marino integrale.
Per la decorazione: lamponi.

Preparazione:
Iniziamo preparando la frolla. In una terrina miscelate le due farine e il cacao e mescolate bene facendo attenzione di schiacciare eventuali grumi di cacao con il dorso di un cucchiaio. Disponete a fontana, versate al centro l'olio e scioglieteci lo zucchero; aggiungete il sale e iniziate ad aggiungere piano il latte incorporando gradualmente la farina. Impastate con le mani come una normale frolla fino ad ottenere un impasto liscio, morbido ed omogeneo; stendetelo con il mattarello e rivestiteci una teglia tonda unta e infarinata o ricoperta di carta da forno. Rifinite il bordo e con una forchetta bucherellate bene la frolla in modo che non si gonfi durante la cottura. Infornate in forno già caldo a 180° per 15 minuti; toglietela anche se vi sembrerà ancora appena morbida: raffreddandosi raggiungerà la giusta consistenza. Lasciate raffreddare.
Prepariamo la crema. In un pentolino antiaderente mescolate l'olio con l'amido, facendo attenzione che non si formino grumi; aggiungete circa un terzo del latte, il sale, la vaniglia e mescolate bene fino ad ottenere una crema liscia ed omogenea. Iniziate a cuocere a fuoco dolce mescolando di continuo; appena inizia ad addensare aggiungete lo zucchero e proseguite la cottura aggiungendo via via il latte ogni volta che sentite che la crema inizia ad addensare. Quando la crema sarà cotta lasciatela raffreddare, ricordandovi di mescolarla di tanto in tanto per evitare che sopra si formi la "pellicola".
Versate la crema raffreddata nella base di pasta frolla e decoratela con i lamponi. Tenete in frigo almeno un'ora prima di servirla. Pronta!
Buon appetito :-)


lunedì 19 ottobre 2015

Mousse di zucca con biscotto morbido al cacao

Namaste :-)
Come state? Dai, piano piano (moooolto piano piano) riuscirò a riprendere i ritmi e a barcamenarmi un po' meglio tra lavoro, famiglia e studio e ricominciare ad essere più presente in questo mio adorato posticino virtuale! Il blog per me è come un posto tranquillo dove ogni tanto mi posso rifugiare per chiacchierare con voi... mi piace sentire il collegamento che si crea tra di noi mentre io sono qui che scrivo e voi lì che leggete... e in quell'attimo siamo insieme... persone diverse, con situazioni ed esperienze diverse ma che per un istante entrano in contatto e magari si scambiano pensieri, emozioni... e spesso nascono proprio delle belle amicizie! Quindi che dire, portate pazienza! Riuscirò ad organizzarmi meglio e a passare da qui un po' più spesso... o almeno ci proverò! ;-)

Stamani vi volevo parlare di come è possibile provare a gestire alcune emozioni opprimenti che può capitare che ci assalgano nella vita di tutti i giorni. Può essere la malinconia, la rabbia, la tristezza, il senso di inadeguatezza, un'immagine distorta di sé: tutte emozioni che ci rubano energia e positività! La tendenza e tentazione più forte è quella di lasciare tutto quanto in mano a queste emozioni; ci lasciamo totalmente annegare in esse come se non provenissero da noi, come se fossero qualcosa di esterno di fronte alle quali siamo inermi. Ci vuole un attimo per dimenticarsi che tutto quello che ci coinvolge (come emozioni, sensazioni, pensieri, ecc.,) sorge da dentro di noi. A prima vista può sembrare che, per esempio, se ci arrabbiamo la causa sia da ricercare nella persona che secondo noi ci ha fatti arrabbiare. Ma, parliamoci chiaro: una persona può comportarsi come vuole nei nostri confronti, ma il modo in cui reagiamo dipende solo da noi! Non c'è nessuno che può obbligarci a provare rabbia, tristezza o gioia: le emozioni sorgono dentro di noi, non fuori. E visto che dipendono solo da noi, siamo noi che possiamo decidere di lasciarle andare. Vediamo le emozioni per quello che sono: qualcosa che, come qualsiasi altro fenomeno, nasce, permane per un po' e poi finisce. Quando è che sorge il problema? Quando l'emozione nasce ma, invece di lasciarla scorrere ci restiamo invischiati dentro e ci comportiamo come se fossero queste emozioni a comandarci. In questo modo ci opponiamo al modo di essere naturale delle cose e cioè che tutto scorre! Se non vogliamo sofferenza dobbiamo entrare in sintonia con questo e lasciare scorrere! Quindi quando ci sentiamo in balia di forti emozioni (rabbia, tristezza, scoraggiamento, ecc.) la cosa più costruttiva è fare un passo indietro e mettere un po' di distanza tra noi e queste emozioni; dobbiamo guardarle dall'esterno, come se fossimo spettatori delle nostre emozioni e dei nostri processi mentali... a questo punto, con un po' di distacco, possiamo provare a vederle per quello che sono, cioè fenomeni che sono sorti dentro di noi e che se non ci attacchiamo ad esse faranno il loro corso, cioè scorreranno e svaniranno. Ma sta a noi riuscire ad esercitarci a lasciarle scorrere. Non è facile. Come per tutte le cose serve allenamento, ma piano piano ce la possiamo fare! Così finalmente la smetteremo di sentirci schiavi impotenti di fronte alle emozioni negative, ma le potremo accogliere, darle il tempo di passare e poi lasciarle andare così come sono venute!

Mmm... ho chiacchierato troppo... andiamo ai fornelli! Oggi ci coccoliamo un po' con un dolce al cucchiaio goloso e che ha come protagonista la zucca. Spero vi piaccia :-)

Ingredienti:
(dose per 6/7 coppette) Per il biscotto: 100 gr di farina di tipo "0", 50 gr di farina integrale, 20 gr di cacao amaro in polvere, 60 gr di sciroppo di riso, 10 gr di olio extravergine di oliva, 50 gr di latte di soia, 1/2 bustina di cremor tartaro, 1 pizzico di sale marino integrale.
Per la bagna: infuso al limone o succo d'arancia (o, se preferite, un liquore).
Per la mousse: 400 gr di zucca, 200 gr di panna di soia, 50 gr di zucchero integrale di canna, 1 cucchiaino di agar agar, 1 pizzico di sale marino integrale, 1 scorzetta di limone.
Per la decorazione: mandorle tostate tritate.

Preparazione:
Iniziamo con il biscotto. In una terrina miscelate le due farine con il cacao, fate un buco al centro a fontana e versateci l'olio. Sciogliete nell'olio lo sciroppo di riso e il sale. A parte sciogliete nel latte il cremor tartaro e aggiungetelo al centro. Iniziate ad incorporare gradualmente la farina e impastate con le mani come una normale frolla. Appena avete ottenuto un impasto morbido e liscio stendetelo con il mattarello (spessore di circa 1/2 cm) e mettetelo in una teglia rettangolare ricoperta di carta da forno. Cuocete la base di biscotto in forno già caldo a 200° per 10 minuti.
Mentre il biscotto si raffredda preparate la mousse. Sbucciate la zucca, tagliatela a fettine sottili e disponetele su una teglia ricoperta da carta da forno; cuocetela in forno già caldo a 200° per 10 minuti. In un pentolino sciogliete l'agar agar nella panna, insieme allo zucchero, il pizzico di sale e la scorzetta di limone; mettete il tutto a fuoco dolce e lasciate sobbollire per un paio di minuti. Frullate insieme la zucca e la panna in modo da ottenere una crema liscia ed omogenea.
Adesso potete comporre il vostro dessert. Prendete delle coppette o dei calici (meglio trasparenti... per motivi estetici!) e usateli come stampi per ricavare dei dischi dalla base di biscotto che metterete sul fondo delle coppette. Bagnate il biscotto con la bagna che avete scelto e ricopritelo con la mousse di zucca. Dai ritagli che vi sono rimasti di biscotto ricavate delle briciole che andrete a mettere al centro della superficie della mousse come decorazione insieme alle mandorle tostate tritate. Tenete in frigo un paio d'ore prima di servire. Pronta!
Buon Appetito! :-)




giovedì 24 settembre 2015

Zuppa Lombarda

Namaste :-)
Non ci speravate più di ritrovarmi qui sul blog, vero?!? Che dire... mi siete mancati tanto!!! Ma, bando ai sentimentalismi, mettiamoci subito a lavoro, che la pausa estiva è stata lunga e qui c'è da mettersi in pari con le chiacchiere e le ricette!
Spero che abbiate passato una bella estate e che siate belli carichi per affrontare l'autunno, stagione piena di colori, profumi e atmosfere magiche ed evocative. La mia estate è stata molto faticosa, come tutti gli anni, ma anche piena di soddisfazioni, pensieri, conquiste e riflessioni... ma di questo vi parlerò con calma in un altro post! Per oggi concentriamoci sulla ricetta!
Ho pensato tanto a che ricetta scegliere da condividere con voi per la "riapertura" del blog e alla fine ho scelto quella che è la ricetta preferita dei miei bimbi... e non solo... infatti quando la faccio ne devo preparare sempre dosi da caserma, perchè oltre che per noi la devo mandare a nonni, sorelle, zie, ecc... ma non è questo il bello della cucina? Non è solo condividere del cibo, ma tutto quello che il cibo porta con sè: emozioni, sensazioni, ricordi, l'amore di chi l'ha preparato pensando a chi lo riceverà... insomma, è una cosa seria e per niente scontata! Questo in particolare è un piatto semplice, genuino, fatto di pochi ingredienti che, a maggior ragione, devono essere di ottima qualità. La scelta del pane per questa zuppa è fondamentale: ovviamente serveun ottimo pane integrale... di solito la preparo con il mio pane fatto con farine integrali e lievito madre... questa volta ho fatto un'eccezione: sono appena tornata dalla Germania (in un altro post vi parlerò anche di questo...!) e, uno dei souvenirs, è stato un meraviglioso pane tedesco integrale... non potevo resistere!
Ma ora parliamo un po' di questo piatto! Come vi dicevo, questa è una ricetta tradizionale della mia Toscana, a dispetto del nome! In Lombardia in effetti non sanno nemmeno cos'è questa ricetta... infatti in origine il nome era "Zuppa per i Lombardi". Ci sono due "scuole di pensiero" sull'origine di questo piatto: c'è chi lo fa risalire al 1700 nella zona della Maremma durante l'opera di bonifica delle zone paludose interne, opera per cui vennero impiegati soprattutto lavoratori provenienti dalla Lombardia. Altra origine vuole che sia stata inventata a fine Ottocento a Firenze durante i lavori di costruzione della Faentina, la linea ferroviara che collegava Firenze e Faenza, in Emilia Romagna, passando attraverso il Mugello; anche in questo caso furono all'opera soprattutto operai lombardi. In entrambi i casi, quando i lavoratori lombardi finivano il turno era di solito molto tardi e difficilmente potevano trovare ancora trattorie aperte; per questo dalla gente del paese fu ideata questa zuppa, che poteva essere fatta usando pochi ingredienti semplici, anche d'avanzo, e che potesse essere riscaldata in qualsiasi momento rimanendo comunque un piatto sempre buono, caldo e sostanzioso. In diverse zone della Toscana si fa utilizzando i fagioli cannellini, ma qui a Pisa l'ho sempre conosciuta con i fagioli con l'occhio ed è questa versione che vi propongo oggi!
Conoscete i fagioli con l'occhio, vero? Sono dei fagioli piccoli, bianchi, con una caratteristica macchiolina nera, l' "occhio" appunto. E' un fagiolo "storico", perchè è l'unica specie di fagiolo che ha origini mediterranee ed era utilizzato già dai Greci e dai Romani. Purtroppo con il tempo è praticamente scomparso ma per fortuna si trova ancora in alcune cucine regionali, come in Puglia, Veneto e Toscana. Per quanto riguarda le proprietà nutrizionali che vi devo dire? E' un legume! Quindi ormai lo sapete meglio di me che è un alimento preziosissimo e insostituibile per la nostra alimentazione: un vero e proprio concentrato di proteine, fibre, sali minerali e vitamine... cosa potete volere di più?!?
Via, abbiamo chiacchierato anche troppo... è l'ora di metterci a cucinare!

Ingredienti:
400 gr di fagioli con l'occhio secchi, 1 kg di pane integrale, 1 sedano, 1 carota, 1 cipolla bianca, 1 rametto di rosmarino, 1 rametto di salvia, 1 striscia di alga kombu, 1 cucchiaio di tamari, acqua, olio extravergine di oliva, sale marino integrale, pepe nero.

Preparazione:
Iniziamo con la preparazione dei fagioli. Metteteli in ammollo in abbondante acqua fredda per almeno 6 ore insieme all'alga kombu dopodichè scolateli (buttate via l'acqua dell'ammollo) e metteteli in pentola a pressione ricoperti con abbondante acqua fresca non salata; cuocete con fiamma alta, al fischio abbassate la fiamma al minimo e proseguite la cottura per altri 30 minuti. Se non utilizzate la pentola a pressione, il tempo complessivo di cottura dei fagioli è di un'ora.
Mentre i fagioli stanno cuocendo mettete in una pentola capiente 2 cucchiai di olio e.v.o. con il rosmarino e la salvia tritati, fate scaldare l'olio dopodichè aggiungete la cipolla, il sedano e la carota tritati finemente con un pizzico di sale. Fate saltare le verdure a fiamma vivace per qualche minuto, sfumate con la tamari, abbassate la fiamma e proseguite la cottura per altri 5 minuti.
Quando i fagioli saranno cotti scolateli (conservate l'acqua di cottura) e fateli insaporire per qualche minuto insieme alle verdure aggiungendo un pizzico di sale; coprite con l'acqua di cottura dei fagioli, regolate di sale e proseguite la cottura per altri 15 minuti.
Affettate il pane. In una capiente terrina fate uno strato di pane, conditelo con un filo d'olio e.v.o., un pizzico di sale e una macinata di pepe nero; continuate così facendo almeno tre strati di pane. Bagnate il pane con l'acqua di cottura dei fagioli e copritelo con i fagioli, fino a riempire la terrina. Condite la superficie della zuppa con un filo d'olio e.v.o., un pizzico di sale e una macinata di pepe nero e la vostra Zuppa Lombarda è pronta. 
Ovviamente, come tutte le zuppe, più riposa e più è buona, quindi vi conviene prepararla in anticipo e fare dosi abbondanti in modo da poterla gustare anche il giorno dopo!
Buon Appetito :-)


mercoledì 20 maggio 2015

Torta di mele vegan alla cannella

Namaste :-)
sì... lo so... fa strano anche a me fare di nuovo capolino qui per scrivere un nuovo post, darvi una nuova ricetta e condividere con voi qualche pensiero. Mi manca tanto rifugiarmi in questo mio posticino virtuale dove ogni volta so di trovare tante persone che sono sulla mia stessa lunghezza d'onda... cosa non da poco, visti i tempi che corrono! Eppure purtroppo le giornate sono di 24 ore e per quanto sia riuscita ad ottimizzare i tempi riducendo le ore di sonno, il tempo non basta mai lo stesso e va a finire che a volte devi rinunciare proprio alle cose che ti fanno stare bene. Ma forse sono io che pretendo troppo: dopotutto con tre bimbi, un lavoro, la casa e tutte le attività e gli studi che porto avanti "forse" è normale che per qualcosa manchi il tempo (...o le energie!). Va beh, non lamentiamoci, ora sono qui e sono felice di esserci!
Come mi è venuta l'idea di darvi proprio questa ricetta dopo tutto questo periodo di "silenzio"? In effetti di solito quando penso ad inventarmi una nuova ricetta da darvi cerco di impegnarmi per fare qualcosa di originale, particolare, d'effetto... cosa ha a che fare questo con la classicissima e stravista torta di mele?!? Ormai lo sapete, il mio blog va di pari passo con i miei pensieri e con le fasi che attraverso... forse il fatto che è da tanto che non mi invento ricette nuove è perchè ultimamente con il lavoro, la famiglia, il blog e i corsi di cucina, cucinare era diventato quasi un obbligo più che un piacere... era diventata anche questa un'attività da fare in corsa contro il tempo... e non c'è niente che tolga piacere a fare una cosa come la fretta! Cosa mi ha fatto "sbloccare" oggi? Una semplice domanda della mia dolce "streghetta anarchica"... mi ha guardato con i suoi occhioni e mi ha detto: "Mamma, facciamo la torta di mele? E' tanto che non ci prepari una torta per merenda!"... ecco come una semplice domanda e due occhioni teneri possano aprirti gli occhi in un istante! Siamo così abituati a correre che a volte ci dimentichiamo che se vogliamo possiamo fermarci! Il mondo non crolla se facciamo un respiro e ci fermiamo un istante. Ok, le cose da fare sono tante e importanti, ma dipende solo da noi lo stato d'animo con cui le affrontiamo! Non c'è nessuno che ci obbliga a fare le cose stressati... le cose tanto dobbiamo farle comunque, quindi tanto vale farle con consapevolezza e con il sorriso! E quindi per me è importante darvi oggi proprio questa semplice ricetta: per ricordarmi che ci possiamo rilassare, che non siamo obbligati a correre e ad aspirare sempre alla perfezione... a volte è più importante respirare e fare una torta di mele per i bimbi! E se la decorazione delle fettine di mele sulla superficie della torta non è perfettamente simmetrica perchè la "streghetta anarchica" ci teneva tanto a farla lei, va benissimo lo stesso! E sono ancora più orgogliosa che tra le foto di torte tutte "perfettine" che metto di solito sul blog ci sia questa torta di mele... non sarà simmetrica e impeccabile, ma ci ricorda che la perfezione è un obiettivo irraggiungibile che noi stessi ci prefiggiamo in modo irrealistico e che se viviamo puntando solo a quella meta ci perdiamo tutto il bello del viaggio!

Ingredienti:
250 gr di farina di tipo "0", 50 gr di farina di mais fioretto, 1 bustina di cremor tartaro, 1 pizzico di sale marino integrale, 1 pizzico di vaniglia, 1 cucchiaino di cannella in polvere, 10 gr di olio di semi, 80 gr di zucchero integrale di canna, 200 gr di latte di soia, 1 cucchiaio di aceto di mele, 2 mele, 1 cucchiaino di sciroppo di riso, 1 cucchiaio di acqua.

Preparazione:
In una terrina miscelate le due farine e disponetele con il buco al centro a fontana; versateci al centro poco latte e iniziate a scioglierci lo zucchero, con movimenti dal basso verso l'alto, cercando per il momento di non incorporare la farina. Aggiungete l'olio, l'aceto, il sale, la vaniglia, la cannella e continuate a mescolare. A parte sciogliete il cremor tartaro in un paio di cucchiai di late e mescolate bene fino a che non diventa una soffice schiuma bianca; aggiungetelo all'impasto e mescolate bene. Aggiungete il  restante latte, incorporate gradualmente la farina e mescolate bene fino ad ottenere un composto omogeneo. Sbucciate una mela, tagliatela a dadini e unitela all'impasto. Versate il tutto in una tortiera unta e cosparsa di farina di mais fioretto. Sbucciate la seconda mela e tagliatela a fettine che andrete a disporre sulla superficie della torta. Cuocete in forno già caldo a 180° 30 minuti, dopodichè toglietela dal forno, spennellatela con lo sciroppo di riso sciolto nell'acqua e rimettetela nel forno spento per altri 5 minuti. Pronta!
Buon Appetito :-)







lunedì 20 aprile 2015

Tortino di riso e cicoria con datteri e aceto balsamico

Namaste :-)
Due post così ravvicinati?!? No, non sono impazzita... è che purtroppo mi sono fatta male ad una caviglia e per forza di cose sono bloccata a letto per qualche giorno... niente di grave, inizio già a stare meglio... però almeno ne approfitto per mettermi un po' in pari con le ricette!
Certo che il corpo ha dei metodi molto convincenti per farsi ascoltare. Proprio in questi giorni continuavo a ripetermi che avrei dovuto un po' rallentare i miei ritmi per non cadere in un esaurimento psico-fisico... sì, me lo dicevo a parole, ma in realtà stavo continuando ad aggiungere come al solito impegni su impegni, sottovalutando come al solito i miei limiti umani psico-fisici... et voilà: una bella storta alla caviglia così, volente o nolente, mi sono dovuta fermare del tutto... così imparo!!!
Oggi vi do una ricettina che ho inventato qualche tempo fa; a noi è piaciuta molto in quanto è un piatto completo (abbiamo cereale in chicco, proteine vegetali e verdure in un unico piatto) e ben bilanciato come sapori (l'amaro della cicoria sta bene con il dolce del dattero, il salato della shoyu e l'acido dell'aceto). In più è un buon modo per assumere la cicoria che molti non gradiscono proprio per il suo gusto amaro. La cicoria in realtà è un alimento fantastico: ricco di vitamine e sali minerali, stimola la digestione favorendo la produzione di succhi gastrici ed ha un'azione leggermente diuretica e lassativa. Inoltre aiuta a regolare i livelli di glucosio e colesterolo nel sangue e svolge un'azione disintossicante. Quindi da provare subito!
Mettiamoci ai fornelli :-)

Ingredienti:
400 gr di riso integrale, 250 gr di cicoria, 125 gr di tofu, 1 cucchiaio di shoyu, 1 cucchiaio di aceto balsamico, 3 datteri, 1 spicchio d'aglio, olio extravergine d'oliva, sale marino integrale, pangrattato integrale.

Preparazione:
Iniziamo con la cottura del riso. Mettete in una pentola il riso con il doppio del suo peso di acqua (quindi in questo caso 400 gr di riso e 800 gr di acqua), un pizzico di sale, tappate e cuocete a fiamma alta fino al raggiungimento del bollore; abbassate la fiamma al minimo e proseguite la cottura per circa venti minuti, fino a che tutta l'acqua sarà assorbita e il riso risulterà cotto. Spengete la fiamma e lasciate riposare coperto.
Sbollentate per pochi minuti la cicoria in acqua bollente leggermente salata, dopodichè scolatela e saltatela con un pizzico di sale in una padella dove avrete fatto scaldare un cucchiaio di olio extravergine di oliva con uno spicchio d'aglio sbucciato e schiacciato. Aggiungete il tofu tagliato a pezzettini, la shoyu, i datteri tritati e l'aceto balsamico e proseguite la cottura per almeno 5 minuti. Togliete lo spicchio d'aglio, frullate il tutto e usate la crema ottenuta per condire il riso. Mettete il riso in una teglia unta e cosparsa di pangrattato (oppure in stampini monodose) premendo e lisciando bene il riso con il dorso di un cucchiaio, spolverizzate la superficie con altro pangrattato e cuocete in forno già caldo a 200° per 15 minuti. Sformate e decorate a piacere con foglie di cicoria, datteri e gocce di aceto balsamico. Pronto!
Buon Appetito :-)




giovedì 16 aprile 2015

Torta vegan alle nocciole

Namaste :-)
Eccomi come promesso con la torta di compleanno del blog! Eh sì, sono già passati tre anni da quando è iniziata questa bella avventura che mi ha portato a condividere con voi le mie ricette e i miei pensieri e che mi ha fatto conoscere veramente tante persone speciali. Non so come ringraziarvi tutti quanti... è bellissimo ricevere i vostri commenti, le vostre domande e i vostri messaggi, sia qui che sulla pagina facebook del blog. Mi dispiace non poter essere presente qui con voi tanto quanto vorrei, ma lo sapete che gli impegni sono tanti e il tempo (e a volte anche le energie!) sono pochi... ma non rinuncerei mai a questo mio "posticino virtuale" dove mi sento a casa! Quindi, anche se con molto sonno e con una lunga lista da depennare di cose che devo ancora fare prima di andare a letto, eccomi qui anche stasera, perchè non potevo festeggiare senza di voi questo compleanno del blog! E quale modo migliore di festeggiarlo se non con una torta?
Ecco a voi una torta alle nocciole all'ennesima potenza: nocciole nell'impasto, nella crema e nella decorazione!
Spero vi piaccia! :-)

Ingredienti:
Per la base: 100 gr di farina integrale, 150 gr di farina di tipo "0", 60 gr di nocciole macinate, 150 gr di zucchero integrale di canna, 20 gr di olio di semi, 1 pizzico di sale marino integrale, 250 gr di yogurt di soia, 100 gr di latte di soia, 1 bustina di cremor tartaro.
Per la crema: 60 gr di amido di mais, 10 gr di cacao amaro, 100 gr di zucchero integrale di canna, 60 gr di nocciole, 500 gr di latte di soia, 1 pizzico di sale marino integrale.
Per la bagna: acqua zuccherata.
Per la decorazione: nocciole tritate.

Preparazione:
Iniziamo preparando la base. In una terrina miscelate la farina integrale, la farina di tipo "0" e le nocciole macinate, disponetele con il buco al centro a fontana e versateci al centro il latte (tenetene da parte un paio di cucchiai che vi serviranno per sciogliere il cremor tartaro) nel quale scioglierete, con movimenti dal basso verso l'alto, lo zucchero. Aggiungete il sale, l'olio e continuate a mescolare iniziando piano piano ad incorporare la farina. Unite all'impasto lo yogurt e, quando sarà omogeneo, il cremor tartaro che avrete sciolto nel latte che avevate tenuto da parte. Versate l'impasto in una tortiera unta e infarinata e cuocete in forno già caldo a 180° per 35/40 minuti.
Prepariamo la crema. Prima di tutto tostate in una padellina calda le nocciole, dopodichè frullatele a lungo fino a farle diventare una crema. In un pentolino antiaderente mescolate il cacao con l'amido, aggiungete circa metà del latte, il pizzico di sale e mescolate bene facendo attenzione che non si formino grumi. Cuocete a fuoco dolce, sempre mescolando e appena inizia ad addensare aggiungete lo zucchero e la crema di nocciole. Terminate la cottura aggiungendo via via il latte rimanente e, quando avrà raggiunto la giusta consistenza, spengete e fate raffreddare.
Tagliate la base della torta in due dischi e bagnate il disco inferiore con l'acqua zuccherata. Spalmate il disco con circa un terzo della crema, coprite con il secondo disco e ricoprite tutta la superficie, anche i bordi, con la crema rimasta. Cospargete tutta la torta di nocciole tritate e tenete in frigo almeno un'ora prima di servirla. Pronta!
Buon Appetito :-)




mercoledì 8 aprile 2015

Palline di formaggio vegan alle mandorle

Namaste :-)

Come vi dicevo prima sulla pagina facebook del blog, mi dispiace essere un po' "latitante" in questo periodo... gli impegni sono tanti, si sovrappongono e ultimamente anche il tempo per le cose di base (tipo dormire!!) sembra non bastare mai! Il pensiero comunque c'è e spero di riuscire a ritagliarmi, nonostante tutto, il tempo per fare una capatina qui sul blog per fare due chiacchiere e darvi qualche ricettina!
Stasera vi va bene: non ho molto tempo e quindi non mi dilungo in chiacchiere... però ci tenevo a darvi questa ricetta, quindi tra un impegno e l'altro, e con il sonno che incombe, eccomi qua!

Questa ricetta è velocissima da fare, ma presuppone la presenza nel vostro frigo dell'okara di mandorle, cioè la parte che resta delle mandorle dopo che le avete filtrate per farvi il latte di mandorle! Se non ce l'avete che problema c'è? Avete la scusa per provare a farvi il latte di mandorle, che è velocissimo da fare, buono e fa bene! Così avrete un po' di latte fresco e l'okara di mandorla per fare questa ricetta sfiziosa, buona e perfetta per un aperitivino o un antipasto.

Ingredienti:
100 gr di okara di mandorle, 2 cucchiai di olio di semi, 2 cucchiai di latte vegetale non dolcificato, 2 cucchiaini di lievito alimentare in fiocchi (o scaglie), 1 pizzico di sale marino integrale, 1 cucchiaio di erba cipollina, pinoli, semi di sesamo.

Preparazione:
La preparazione è semplicissima: frullate tutti gli ingredienti (tranne i pinoli e i semi di sesamo) fino ad ottenere un composto omogeneo. Formate delle palline che rotolerete nei pinoli tritati o nei semi di sesamo; tenete in frigo fino al momento di servire. Pronte!
Buon Appetito :-)